Uso personale o spaccio: la prima domanda
Se la sostanza era destinata solo all'uso personale, in linea generale non è un reato ma una violazione amministrativa, che segue la Prefettura. Di solito si viene convocati per un colloquio e si possono applicare sanzioni come la sospensione della patente o del passaporto; la prima volta, nei casi più lievi, il Prefetto può chiudere con un formale invito a non farne più uso. Se invece l'accusa è di spaccio, è un reato e si apre un procedimento penale.
Come si decide
Non conta solo la quantità. Si guarda anche a come era confezionata la sostanza, al peso complessivo, all'eventuale suddivisione in dosi e a tutte le circostanze del fatto: anche bilancini, denaro e altri elementi concreti possono avere peso. Sono elementi da leggere uno per uno: spesso è proprio qui che si gioca la difesa.
I casi meno gravi
Anche quando l'accusa è di spaccio, per i fatti di lieve entità la legge prevede un trattamento molto meno grave. Non ogni caso piccolo lo è: se la condotta è continuativa e abituale, la lieve entità è esclusa. Quando invece rientra, a seconda del caso possono esserci strade come la messa alla prova e, per chi ha una dipendenza o è assuntore, il lavoro di pubblica utilità.
La coltivazione
Coltivare cannabis, anche in casa, in generale è un reato. Ma secondo la Cassazione la coltivazione domestica di dimensioni minime, destinata solo all'uso personale, può non essere punibile. Dipende dai dettagli: numero di piante, modalità, assenza di segni di spaccio.
Se hai un permesso di soggiorno
Una vicenda legata agli stupefacenti può avere conseguenze anche sul permesso di soggiorno: in alcuni casi la legge prevede segnalazioni e valutazioni che possono incidere sul rilascio o sul rinnovo. Conviene valutarlo subito insieme all'Avv. Giovanni Sammarco, che segue l'immigrazione.
Prima di parlare, sentiamoci
Al controllo, in Prefettura o davanti alla polizia, quello che dici finisce a verbale. Se c'è stato un arresto, leggi anche cosa succede nei primi giorni.