Avv. Matteo Sanzani Avv. Giovanni Sammarco ← Torna al sito
Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso.

Sono informazioni generali per orientarti, spiegate in modo chiaro. Il tuo caso lo valutiamo insieme, di persona.

Diritto penale

Essere indagato significa che sarò processato?

No. L'indagine serve proprio a stabilire se il processo dovrà essere svolto oppure se potrà essere disposta l'archiviazione. Indagato non vuol dire colpevole: è il momento in cui iniziare a gettare le basi della difesa e, se del caso, fornire all'accusa le prove della tua estraneità.

Mi hanno chiamato i Carabinieri o la Polizia: devo preoccuparmi?

Mantieni la calma: una telefonata non è un arresto, nemmeno se ti dicono che è solo un atto da ritirare. Chiamaci prima di muoverti: ti diciamo come comportarti. Se ti chiedono di nominare un difensore, indica il nome e lo studio dell'avvocato.

Quanto dura un processo penale?

Non è possibile prevederlo con certezza. La velocità di un procedimento dipende da molti fattori: lo status cautelare degli imputati, il loro numero, la mole di indagini necessaria, la complessità del caso. Non esiste una risposta univoca. E non deve essere la rapidità il parametro della difesa, ma la sua efficacia.

Posso cambiare avvocato a procedimento già iniziato?

Sì, in qualsiasi momento. Puoi revocare il mandato e nominarne un altro. Puoi avere fino a due difensori di fiducia. Se sei assistito da un avvocato d'ufficio e ne nomini uno di fiducia, l'incarico d'ufficio viene meno. Il nuovo difensore prende in carico la situazione e studia gli atti già prodotti.

Il primo colloquio è davvero gratuito?

Sì. È un primo incontro conoscitivo, non ancora una consulenza tecnica sul merito del tuo caso: serve a conoscere la tua situazione e a capire se e come possiamo aiutarti, senza impegno e senza costi. Se poi decidi di affidarci il caso, affronteremo insieme la questione del compenso in modo chiaro e concordato — trovi i dettagli nella sezione Costi e trasparenza.

Posso essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato?

Se il tuo reddito è sotto la soglia prevista dalla legge, lo Stato può farsi carico delle spese della tua difesa. In alcuni casi si è ammessi a prescindere dal reddito, ad esempio le vittime di violenza di genere e sessuale. Per alcune categorie di reato, invece, l'accesso è escluso o limitato. Se rientri lo verifichiamo subito, già al primo colloquio. Scopri di più sul patrocinio a spese dello Stato.

Devo pagare l'avvocato d'ufficio?

Sì. Contrariamente a quanto si vede nei film americani, l'avvocato d'ufficio non è gratuito né pagato dallo Stato: ha diritto al suo compenso come ogni difensore. L'unico modo per non pagarlo è essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, che vale sia con il difensore d'ufficio sia con uno di fiducia.

C'è differenza tra un avvocato di fiducia e uno d'ufficio?

Nella sostanza no: stessa preparazione, stessi doveri. Cambia solo come viene nominato — il difensore di fiducia lo scegli tu, quello d'ufficio viene assegnato a chi, al momento, non ne indica uno. In ogni caso puoi sempre passare, quando vuoi, a un avvocato di fiducia scelto da te.

In cosa consiste la messa alla prova?

Per certi reati permette di sospendere il processo svolgendo lavori di pubblica utilità ed eventuali risarcimenti: se si conclude positivamente, il reato si estingue. Non vale per tutti i reati — se è praticabile nel tuo caso lo valutiamo insieme.

Per la guida in stato di ebbrezza o di alterazione da stupefacenti posso fare i lavori di pubblica utilità?

In molti casi sì, ed è la soluzione giusta. La pena può essere sostituita con lavori di pubblica utilità che, se portati a termine positivamente, estinguono il reato, riducono la sospensione della patente e talvolta consentono la restituzione del veicolo sottoposto a sequestro. Ogni caso va però valutato: verifichiamo insieme se rientri nelle condizioni.

Cosa vuol dire rito ordinario (dibattimento) e riti alternativi?

Sono le diverse strade che un processo può prendere. Il dibattimento è il rito ordinario, con testimoni e prove esaminati in aula. I riti alternativi permettono invece di evitare il dibattimento: con l'abbreviato si è giudicati sugli atti raccolti nelle indagini preliminari, con uno sconto di pena in caso di condanna; con il patteggiamento si concorda la pena con l'accusa, sottoposta al giudice. Quale convenga dipende dal caso: si sceglie insieme, valutando gli atti.

È la prima volta che ho un problema con la giustizia: posso ottenere la sospensione condizionale della pena?

La sospensione condizionale permette, entro certi limiti di pena, di non scontare la pena se il giudice ritiene che non commetterai altri reati. Non avere precedenti aiuta, ma non basta da solo: contano anche l'entità della pena e la valutazione del giudice. Se sia applicabile al tuo caso lo valutiamo insieme.

Come richiedo il certificato del casellario, i carichi pendenti o l'informazione ex art. 335?

Casellario giudiziale e carichi pendenti si possono richiedere anche da soli, online tramite i servizi delle Procure e del Ministero della Giustizia (con diritti e marche da bollo). L'informazione ex art. 335 — sapere se risultano iscrizioni a tuo carico — si chiede invece alla Procura competente, senza bollo. Se preferisci o hai tempi stretti, li richiediamo noi per te.

Come si chiede un colloquio in carcere con un familiare o un amico detenuto?

Dipende dalla fase processuale. Fino alla sentenza di primo grado l'autorizzazione si chiede all'autorità giudiziaria che segue il caso; dopo, alla direzione dell'istituto. I colloqui possono essere di persona ("visivi"), telefonici o telematici in videochiamata. Possiamo aiutarti a preparare e presentare la richiesta.

Domande di principio

Difendete anche chi è colpevole?

Chiunque ha diritto alla difesa tecnica: è un principio fondamentale, garantito dalla Costituzione. Pensaci: chiederesti a un chirurgo di non operare una persona solo perché è imputata in un processo? Il medico cura, l'avvocato difende — sono due diritti che lo Stato garantisce a tutti, senza eccezioni. Il nostro compito non è stabilire se sei colpevole, ma garantire che tu abbia un processo giusto e che i tuoi diritti siano rispettati. Non ti chiediamo cosa hai fatto, né se lo hai fatto. Ci chiediamo cosa possiamo fare per te.

Quello che vi racconto resta davvero segreto?

Sì. Tutto ciò che ci dici è coperto dal segreto professionale, un dovere dell'avvocato tutelato dalla legge e dal codice deontologico: non lo riveliamo a nessuno, salvo i rari casi eccezionali previsti dalla legge che non riguardano la normale attività di difesa nel tuo interesse. Puoi parlarci con franchezza — è proprio conoscere a fondo la tua situazione che ci permette di difenderti al meglio.

Immigrazione (Avv. Giovanni Sammarco)

Quali sono i requisiti per il permesso di soggiorno per motivi di lavoro?

Dipende se si tratta di primo rilascio o di rinnovo. Il primo rilascio passa di norma attraverso il sistema dei flussi d'ingresso. Il rinnovo, invece, richiede un rapporto di lavoro regolare, subordinato o autonomo. Qual è la via giusta nel tuo caso lo vediamo insieme, esaminando la tua posizione.

Quali sono i requisiti per il permesso di soggiorno per motivi di famiglia?

Di norma occorrono un legame familiare qualificato con una persona già regolarmente presente in Italia e condizioni come un alloggio idoneo e un reddito sufficiente. I requisiti precisi variano: in un colloquio si verifica se ricorrono nel tuo caso e quali documenti servono.

La Commissione ha respinto la mia domanda di protezione internazionale: cosa posso fare?

Il rigetto della Commissione territoriale non è sempre l'ultima parola: contro quella decisione si può fare ricorso al Tribunale, alla sezione specializzata in immigrazione. I termini sono brevi, quindi portaci subito la decisione che hai ricevuto: valutiamo insieme se ci sono le condizioni per impugnarla.

Mi hanno rifiutato il permesso di soggiorno per motivi di lavoro: cosa posso fare?

Il diniego si impugna davanti al TAR, il giudice amministrativo, entro 60 giorni dalla notifica. Conviene portarci subito il provvedimento per valutare se è legittimo e preparare il ricorso prima che scadano i tempi.

Mi hanno rifiutato il permesso di soggiorno per motivi di famiglia: cosa posso fare?

Qui l'impugnazione si propone davanti al Tribunale ordinario civile, perché in gioco ci sono diritti legati ai legami familiari, entro 30 giorni. Anche superando questo termine il ricorso resta ammissibile, ma non conviene farci affidamento: prima ci porti la decisione ricevuta, più margine hai per far valere le tue ragioni.

Ho ricevuto una comunicazione dei "motivi ostativi" (art. 10-bis): cosa significa?

È un preavviso: l'amministrazione ti avvisa che sta per respingere la domanda e ti dà un breve termine per presentare le tue osservazioni prima di decidere. Non è ancora un rifiuto definitivo: è il momento giusto per far valere le tue ragioni e partecipare al procedimento amministrativo. I giorni sono pochi, meglio agire subito.