Le indagini
Il Pubblico Ministero raccoglie elementi. Hai già il diritto di difenderti: nominare un avvocato, depositare memorie, chiedere indagini a tuo favore. È la fase in cui si può incidere di più.
L'avviso di conclusione delle indagini
Le indagini sono finite. Hai venti giorni per vedere tutti gli atti, chiedere di essere interrogato e presentare le tue ragioni, prima che il Pubblico Ministero decida come proseguire.
Archiviazione o richiesta di processo
Il Pubblico Ministero può chiedere di archiviare oppure portarti a processo, o scegliere altre strade a seconda del caso. A volte il processo si può evitare.
L'udienza davanti al giudice
Per i reati più gravi c'è l'udienza preliminare; per gli altri, dopo la riforma, un'udienza "di filtro" prima del processo vero e proprio. In entrambe un giudice valuta se ci sono le condizioni per andare avanti.
I riti alternativi
Abbreviato, patteggiamento, messa alla prova: in certi casi convengono più del processo. Dipende dall'accusa, dalle prove, dai precedenti e da quello che vuoi ottenere: si sceglie insieme, dopo aver letto gli atti.
Il processo in aula
Si ascoltano i testimoni e si esaminano le prove. Qui fa la differenza la preparazione fatta prima: il controesame, le contraddizioni, gli elementi a tuo favore.
La sentenza e le impugnazioni
Contro una decisione sfavorevole, di regola, ci sono l'appello e poi la Cassazione, con limiti che cambiano a seconda del tipo di decisione e del rito. La difesa non finisce con il primo verdetto.
Quanto dura
Non si può prevedere con certezza: dipende dal numero di imputati, dalle indagini necessarie, dalla complessità del caso, da chi è in custodia. E il parametro della difesa non deve essere la rapidità, ma l'efficacia.
Non tutti i procedimenti arrivano in aula
Archiviazione, riti alternativi, messa alla prova: molti procedimenti si chiudono prima del dibattimento. Capire presto quale strada è possibile è il primo lavoro che facciamo insieme.